Eccoci qui, a parlare di uno degli argomenti base del buddhismo, nonché di tutti i percorsi spirituali o anche solo di miglioramento della persona e della qualità della vita propria e altrui.

Le 6 paramita, o 6 perfezioni, sono sei stati mentali che si sviluppano con la meditazione e con l’applicazione di ciò che in meditazione si sedimenta nel nostro continuum mentale. C’è poi chi è già portato di suo e non ha bisogno di meditare. Ma diciamo che si chiamano “perfezioni” perché tale attitudine mentale è diventata una mente principale, nel senso che è completamente sviluppata e spontanea. Per far questo, di solito, è necessario un tempo di meditazione.

Partiamo con la prima perfezione, la perfezione della GENEROSITA’. Possiamo definirla come la disponibilità attiva a dare agli altri ciò di cui necessitano. Non perché vogliamo qualcosa in cambio, ma perché proviamo piacere nel farlo (e questo è quello che avremo in cambio) poiché ci interessa che l’altro abbia ciò di cui ha bisogno. Quindi di base c’è un interesse nel prossimo, senza il quale possiamo anche non occuparci delle 6 perfezioni.

Bhe, a dire il vero potremmo comunque occuparcene perché lo sviluppo di questi stati mentali ha due target, in realtà: uno è il nostro prossimo. L’altro siamo noi. Poiché, come dice il Dalai Lama,

“prendersi cura degli altri è il modo migliore per prendersi cura di noi stessi, per cui se proprio siamo egoisti, almeno siamo degli egoisti saggi”

Infatti, sugli altri è chiaro quale effetto può avere la nostra generosità: un effettivo aiuto.

Su di noi è più sottile: la generosità è l’antidoto all’attaccamento, quell’attaccamento che ci rende mentalmente gretti.

Perché per diminuire qualcosa non serve tanto cercare di non pensarci, quanto lavorare per sviluppare il suo opposto, che, per questo motivo, viene chiamato antidoto. Ovviamente, perché ciò susciti in noi qualsiasi tipo di interesse, dobbiamo aver percepito che l’attaccamento ci porta più danni che benefici, almeno a livello mentale, e di questo parleremo più avanti.

La seconda paramita è la MORALITA’, anche detta autodisciplina etica, che mi piace di più.

Come possiamo definire quest’attitudine mentale? Per esempio come la predisposizione ad astenersi dai comportamenti distruttivi, distruttivi rispetto alla nostra scala di valori, anche in relazione alla scala di valori della società in cui ci troviamo a vivere.

Ora, quali benefici abbia questo sulla nostra sfera personale è semplice dedurlo: meno problemi. Se non ti dimeni in comportamenti di danno è molto probabile che avrai meno problemi. Ed è molto probabile che i tuoi vicini se ne accorgano ed inizino a pensare che tu sia una persona di cui ci si può fidare. Il che, in questo mondo, è già tantissimo! La conseguenza di questo è quindi la Fiducia, sentimento sul quale si fonda l’amicizia vera.

Passiamo alla terza paramita, quella della PAZIENZA. Perbacco….su questa mi devo impegnare di più…..

Possiamo definirla come la capacità di sopportare con calma le difficoltà. Sicuramente all’inizio lo sforzo ci costerà un appesantimento epatico notevole, ma, se ci lavoriamo sopra con la meditazione analitica, ad esempio, quella dove si seguono pensieri di analisi sui processi e sui loro risultati, vedremo che poi, mescolata alla sensazione balsamica del piacere che dà la meditazione concentrativa (quella in cui la mente si assorbe su un punto d’osservazione quale, per esempio, il respiro e, stando lì, si placa e inizia a godere della pace che sorge), quando si arriva poi all’atto pratico del quotidiano susseguirsi di momenti che proprio sereni non posson definirsi, i risultati inizieranno a vedersi.

Sì, perché consiglio di non pensare che queste qualità si debbano manifestare necessariamente nei momenti di vita a contatto con gli altri. No….è meglio decisamente esercitarsi nelle sedute di meditazione, ricordandosi che

meditare significa familiarizzare

Familiarizzare con gli antidoti a quelli che vengono chiamati “difetti mentali”, le attitudini mentali distruttive che sono l’opposto diretto delle paramita.

Insomma, è come dire, prima di trovarti davanti al pubblico….fai le prove.

La pazienza è l’antidoto alla rabbia e all’intolleranza, due delle emozioni più dirompenti di tutte.

E la trasformazione della propria mente da una mente intollerante e bellicosa ad una mente paziente e pacifica, non è facile. Richiede l’impegno di una vita. Come dice sempre il Dalai lama (perdonatemi, ma è uno che seguo parecchio)

“cambiare la mente è la cosa più difficile del mondo ed è molto pericoloso pensare che sia facile”

Quindi, se i benefici per noi sono quelli di essere più felici (la rabbia ha notoriamente un affetto peggiorativo sulla qualità della vita), saremo anche più propensi ad aiutare gli altri.

La quarta perfezione è la perfezione della PERSEVERANZA, quel coraggio di non mollare anche davanti alle difficoltà.

Quali aspetti migliorativi sulla nostra vita può avere questa attitudine mentale quando molto sviluppata? Banalmente l’aiutarci a portare a termine i progetti interessanti che abbiamo cominciato, il che significa una notevole diminuzione della pigrizia e della tendenza a procrastinare. Questo contribuirà alla diminuzione del senso di inadeguatezza che sorge quando non riusciamo a portare a termine ciò che vogliamo.

Verso l’altro, la perseveranza è quella forza mentale che ci consente di continuare ad aiutare anche le persone di più difficili da aiutare, e questo non è per nulla banale.

Con la perseveranza cresce la CONCENTRAZIONE, la quinta paramita, quello stato mentale libero da turbamenti che è in grado di rimanere sull’oggetto di concentrazione, sia esso fisico che mentale, per tutto il tempo che desidera.

Si faranno meno errori, il che potrebbe regalare una notevole diminuzione di ansia e stress. E si avrà la capacità di ascoltare meglio l’altro. Di rimanere concentrati su quello che sta dicendo, cosa estremamente rara. E questo consentirà di essere più efficaci in una eventuale azione di aiuto.

Dulcis in fundo, la sesta paramita, la perfezione della SAGGEZZA, quella chiara capacità mentale di distinguere ciò che è corretto da ciò che corretto non è.

Ecco, questa capacità permea tutte le altre e potremmo anche metterla per prima. Ma la enumeriamo qui perché è bello completare il discorso con ciò che non solo permea, ma racchiude in sé l’essenza delle altre 5 Paramita.

La saggezza ha eliminato la confusione e con essa le indecisioni che si porta dietro. E permette di valutare le situazioni proprie e altrui nel modo più lucido e maturo possibile, il che fa sì che si prendano le decisioni migliori per aiutare nel modo migliore chi ne ha bisogno.

Con generosità, pensando all’altro prima che a se stesso. Con senso etico, pensando a cosa è giusto, al di là di tutto. Con senso di responsabilità personale che include la pazienza di sopportare le eventuali difficoltà che, a causa di questo, potranno crearsi. Con perseveranza, perché perseverare in ciò che è giusto e che aiuta gli altri è l’unica cosa sensata da fare, nella vita. E con quella concentrazione che la stabilità d’intenti porta.

C’è chi è un esempio delle 6 perfezioni, un esempio di yoga, senza aver probabilmente mai messo piede su un tappetino da yoga e neanche aver mai tentato di avvicinarsi ad un feet up. Ed è a lui, a Domenico Lucano, che dedico questo mio post sulle perfezioni mentali, le 6 paramita, uno degli insegnamenti più profondi della filosofia orinetale; profondi perché sono facili da dire, ma difficilisssssimi da fare. E lui le fa, le mette in pratica quotidianamente, con grande coraggio. Grazie Mimmo, oltre a questo post, in solidarietà a te e a tutte le persone che ti sono care e vicine e a tutti gli abitanti di Riace, dedico anche un mio periodo di digiuno che inizia oggi e non so esattamente quando finirà. Non più di una settimana, visto che devo continuare a lavorare. E’ un piccolo gesto simbolico, niente di che. Ma fatto col cuore per ringraziarti.