Ti sei iscritta ad un corso di yoga perché volevi essere una ballerina e te ne sei accorta a 35 anni?
Stai frequentando un intensivo sulle verticali perché vorresti essere un acrobata, ma non hai passato l’infanzia a fare esercizi sulle parallele?
Hai visto i video delle insegnanti di yoga californiane e ti sei convinta che il Vinyasa faccia dimagrire?

Vorrei svelarti un segreto: ballerini e acrobati hanno passato decenni di ore a mobilizzare le proprie giunture per portare gli arti in posizioni per noi innaturali e a sviluppare la muscolatura dei polsi per poter reggere comodamente tutto il peso del corpo sulle mani.
Le insegnanti californiane hanno il personal trainer di Madonna e il dietologo di Gwyneth Paltrow.
Dici che anche gli yogi indiani fnno quelle cose? Certo, bevono latte e yoga!
 
Invece arriviamo noi, allegre trenta/quarantenni, magari dedite alla contrattura muscolare che ti lascia il jogging, o con l’allenamento della squadra di pallavolo del liceo, e ci deprimiamo davanti alle nostre gambe dritte con le punte dei piedi lontane lontane…impossibili da raggiungere senza piegare le ginocchia.
E pronunciamo la fatidica frase: “non sono abbastanza flessibile, forte, magra per fare yoga…”
 
O magari invece, grazie ad una conformazione muscolare iperestesa o ad un background di ginnastica artistica, ci sentiamo super ganze se ci riesce semplice contorcerci. Questo, magicamente, appoggiato su un tappetino da yoga, trasforma la persona da una simpatica ex ginnasta a una probabile santona, causando improvvisamente lo sgorgare di tutti quegli aspetti che la allontaneranno, almeno momentaneamente, dagli obiettivi dello yoga.
Già… ma quali sono gli obiettivi dello yoga?

“Yoga chitta vritti nirodha”, yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente, quei mulinelli mentali che ci creano un sacco di problemi dando fuoco alle polveri delle emozioni che poi creano delle azioni che anche no.


Questa cessazione ci permette di aprire le porte alla percezione di non dualità fra osservatore e osservato, fra io e mio, fra tu ed io.

Questo stato mentale di chiara percezione di una essenza unica fra tutti i fenomeni esistenti, viene chiamato Samadhi, una concentrazione mentale che è una vera e propria realizzazione spirituale.

Questo è l’obiettivo finale dello yoga.

Ma noi non pretendiamo di arrivare fin lì!

Noi vorremmo anche solo riuscire a familiarizzare sufficientemente con le tecniche che ci permettono di gestire meglio emozioni quali rabbia e paura, di sviluppare un pò più di tolleranza, di affrontare bene la solitudine, per esempio.

E questo è possibile solo se ci addestriamo costantemente a riportare la mente al respiro, a percepire il corpo e le sue sensazioni, ad osservare i pensieri come fossero nuvole che passano e le emozioni cavalli imbizzarriti in cerca  di rassicurazione.

Ultimamente invece mi sembra che  lo yoga sia diventato un gioco di iperestensione muscolare ed equilibrismo osseo.

L’egotrip dei praticanti di yoga che affrontano il tappetino come fosse una competizione, non rientra in nessuno dei testi sacri dello yoga e della meditazione, di nessuna corrente filosofica……anzi, sì, ma come oggetto d’osservazione da scardinare e abbandonare.

Perché yoga è una ricerca per migliorare la propria mente e mantenere il proprio corpo in salute per avere più tempo per migliorare la propria mente.

“Yoga non è toccarsi le dita dei piedi, ma quello che impari durante la discesa”

Ed è una discesa lunghissima.

Lunghissima e interessantissima.