2020. Qualche mese fa sono andata con mia figlia ad un paio di manifestazioni di Fridays For Future.
Un’onda di persone di tutte le età, soprattutto giovani e giovanissime. Tanti cartelloni colorati e fantasiosi. Tanti sorrisi, tanti abbracci, tanta allegria.
Genitori e figli, maestre e studenti, intere classi. Per manifestare contro l’inquinamento e contro una società che non riesce a diminuirlo.
Nessuna musica, nessuno slogan, nessun problema, nessun leader, ma tutti insieme,ordinati e rispettosi, a chiedere un drastico cambiamento verso uno stile di vita eco-sostenibile.

A fine manifestazione tutti da McDonald.

1977. Ho 5 anni. Mia madre mi porta ad una delle tante manifestazioni che disordinavano parecchio le strade in quel periodo.
Molta musica, molti slogan, molti problemi, diversi leader. Fra questi mio zio Bifo.

Mamma mi porta in spalla, unico modo per consentirmi di respirare nella ressa. Quando è stanca mi passa a spalle vicine che gentilmente mi accolgono.

Mi ricordo le spalle di un tizio alto e biondo.
Da lassù leggo bene i cartelli e vedo chi urla cosa. Chi si bacia, chi si abbraccia, chi si spintona, chi salta.

Da lassù vedo bene chi sfonda il corteo e lancia lacrimogeni.
Da lassù vedo bene chi tira manganellate e chi cade per terra.
Da lassù vedo bene chi smette di cantare e inizia a urlare.
Da lassù non vedo bene dov’è la mia mamma…..

Il tizio alto e biondo si agita un sacco, la situazione si è fatta molto traballante. L’onda di gente non è contenta, inizia a dimenarsi.
La mia mamma riappare, allarmata.

Mi prende in braccio, adesso andrà meglio.
Siamo nella piazzetta di fronte alla Torinese, storica gelateria bolognese. Mi sembrava uno spazio tanto grande prima, ma adesso non lo è più così tanto.
Credo sia stato lì che ho iniziato a soffrire di claustrofobia.

Di fronte alla Torinese ci sono 3 cabine del telefono, quelle rosse, quelle a gettoni. Quelle che quando le hanno tolte, 30 anni dopo, ho pianto.

Mamma mi mette giù e mi spinge nello spazio fra due cabine rosse. “Stai qui!”, mi dice. “Stai qui e non ti muovere, torno a prenderti!”

Mamma corre via e con lei un sacco di gente.

Mi ricordo bene quel momento, fra le due cabine rosse davanti alla gelateria. Mi ricordo bene il fumo e di aver pensato che ‘è meglio che non mi muovo che tanto non vedo niente’.

Quindi rimango lì. Aspetto mamma. Aspetto ancora. Aspetto ancora.

La nonna arriva urlando. Tania! Tania!
‘La nonna mi ha trovata, ma come ha fatto? La nonna ha un fiuto da segugio davvero!!!’
Mi ricordo ancora di essere stata così stupita di vederla arrivare. La nonna sapeva sempre tutto, non dovevo dubitare. La nonna era Superman!

I nonni stavano seguendo la manifestazione in TV e mi avevano vista in un’inquadratura, fra le cabine rosse davanti alla Torinese.
Bella la TV.

Le manifestazioni mi sono sempre piaciute. Come la via di mezzo.
Con gli slogan, il disordine, la musica, i leader.
Lo zio Bifo mi è sempre piaciuto perché è una persona seria. Seriamente intelligente. Seriamente buono.
Mi piacciono i leader seri. Quelli che spiegano la connessione tra McDonald e cambiamento climatico.